Ep. 03 - Django Reinhardt
Il 23 gennaio del 1910, da una famiglia francese originaria della Alsazia e d'etnia Sinti, nasce il piccolo Django. Suo padre era violinista e pianista e sua madre una ballerina. L'arte e la musica sono il pane quotidiano di questa giovane famiglia. Subito comincia a girovagare, tra varie nazioni europee e nordafricane, fino a quando la sua carovana si ferma alla periferia di Parigi, in Francia.
In quegli anni Parigi è il regno del jazz.
E qui il piccolo Django diventa un esperto di banjo. Django è bravo, il suo fraseggio riconoscibile. Così il suo nome comincia a circolare nella comunità dei musicisti.
Qualcosa accadde però di terribile in una notte del 1928.
Tornando nella sua roulotte poco prima dell'alba, Django incontra le fiamme. Qualcuno dice per via di una svista di Bella che condivideva la roulotte con lui. Tutto accade molto velocemente. Django salva Bella e cerca di salvare se stesso, uscendo dalla roulotte in fiamme, ma ritarda il suo percorso per via del fumo. Django si salva miracolosamente, ma metà del suo corpo è ustionata. In questa metà c'è la mano sinistra.
Django passerà mesi in ospedale tentando di recuperare la mobilità della sua mano. Le fiamme avevano fuso insieme mignolo e anulare, rendendoli inutilizzabili.
Django non poteva più suonare come aveva fatto fino al giorno prima. Ma questo non bastò a fermarlo.
Fin dai primi giorni nel suo letto di ospedale Django pensa a come trasformare la sua tecnica. La diteggiatura deve cambiare, così come lo strumento. È per questo che Django abbandona il banjo per la chitarra.
E così il miracolo si compie.
Nel 1930 Django Reinhardt torna a suonare davanti a un pubblico.
Ma soprattutto Django diventa il più grande chitarrista jazz di tutti i tempi, proprio grazie alla sua strana diteggiatura sulla chitarra, proprio grazie ai suoi limiti, da cui è nata una vera e propria arte, nuova, espressiva, innovativa. E così Django fonda il suo quintetto, sperimenta generi, manouche, bebop, riesce a donare alla musica tutta la sua anima.
E anche questa volta la domanda nasce spontanea. Se non fosse accaduto l'incidente, il mondo avrebbe avuto il suo Django Reinhardt?
