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Ep.01 - Frida Kahlo

Ben ritrovati e ben ritrovate a questo nuovo corso del podcast “Racconti e Visioni”, giunto ormai al suo terzo anno, una raccolta di racconti voluta da Ottica Meme incentrata sulle visioni e le intuizioni di persone che hanno cambiato le sorti della nostra realtà.

Iniziamo da lei, da una delle grandissime artiste e icone dei nostri anni, Frida Kahlo.

Era il 17 settembre 1925.

Una giovane Frida Kahlo, nata dal padre tedesco e dalla madre messicana, sale su un autobus. È una bellissima ragazza di appena 18 anni. Con il suo amico Alejandro sta per tornare a casa, come tutti i giorni. Ad attenderla però un crocevia. L'autobus sul quale stava viaggiando si scontra con un tram. L'impatto è devastante. In un solo attimo la vita interrompe il suo normale corso. In un solo attimo la vita di Frida prende un'altra direzione.

La giovane donna si ritrova con la colonna vertebrale spezzata in tre punti, con una frattura del femore, delle costole. La gamba sinistra riportò ben 11 fratture. Il passamano dell'autobus le trafisse l'anca sinistra. Il piede fu schiacciato e slogato, la spalla restò lussata. L'osso pelvico fu spezzato in tre punti. Subì 32 operazioni chirurgiche. Dopo essere uscita dall'ospedale fu costretta ad un riposo forzato nel letto di casa, con un busto gessato addosso.

Frida era immobile, bloccata, ma tutta la sua energia e l'impeto dei suoi 18 anni non potevano rimanere chiusi in questa immobilità.

E così lo sguardo di Frida, la mente di Frida, cominciano a nutrirsi di tutte le cose più prossime, libri, idee, giornali, ma anche matite, colori, un diario sul quale disegnare. Improvvisamente le ore non erano più così pesanti, improvvisamente c'era molto da fare. È così che Frida cominciò a dipingere. Il suo primo lavoro fu un autoritratto che donò al ragazzo di cui era innamorata.

Così i genitori che la osservavano in questo suo percorso, che cresceva ogni giorno, decisero di regalarle uno specchio. E questo specchio fu attaccato al soffitto, in maniera tale che Frida potesse vedersi. La lunga serie di autoritratti che è al cuore dell'opera di Frida Kahlo inizia proprio qui. “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”, affermò poi. Quando arrivò il tempo di rimuovere il gesso e di tornare a camminare, con grandi dolori che l'accompagnarono per tutta la vita, Frida era già una pittrice. Aveva già realizzato quello che gli antichi greci chiamano daimon. Il suo talento aveva già fatto spuntare il seme dell'impetuoso albero che sarebbe stata.

Da questo punto in poi Frida Kahlo diviene un'artista eccezionale, famosissima, ma soprattutto diviene parte del nostro immaginario e lo possiamo vedere da gonne, orecchini, magliette con il suo viso e le sue opere impresse sopra. Proprio per questo la storia di Frida ci risuona così potente e soprattutto ci fa porre una domanda.

Cosa sarebbe successo se Frida non avesse fatto incidente? Il suo talento sarebbe emerso? La sua visione sarebbe esplosa? Oppure no? E dunque le difficoltà sono sempre da rifuggire o possono anche essere delle opportunità non solo di crescita ma di rivelazione del nostro talento? Ecco, queste sono le domande che sorgono ogni volta che incontriamo le storie di chi ha avuto grandi visioni.

Ci vediamo alla prossima puntata.

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In collaborazione con l'associazione culturale AnimaFemina