Ep.09 - Finalmente l'uomo
Gli antichi Maya dell'America centrale raccontavano che i Creatori fecero sorgere la terra dal fondo del mare.
In un antico popolo che vive nell'America centrale discendente dagli antichi Maya, si narra che all'alba del tempo tutto era immobile e silenzioso, la distesa del cielo era vuota: non c'era ancora nessuno. Non c'era niente, niente che stesse in piedi. Esisteva solo il cielo e il mare calmo. Nell'acqua, circondati dal chiarore e nascosti sotto piume verdi e azzurre, c'erano: il Creatore, che si chiamava Tepeu, il Formatore, Gucumatz e i Progenitori.
Gli dei una notte si riunirono, parlarono e decisero che quando fosse spuntata l'alba avrebbero cominciato la creazione. Decisero cioè di formare il mondo, di far nascere la vita, di far crescere alberi e cespugli e infine di dar vita all'uomo. Questo venne deciso dagli dei nelle tenebre della notte. “Facciamo così, dissero, riempiamo il vuoto, ritiriamo quest'acqua e facciamo sorgere la terra! E ora si faccia chiaro, l'alba illumini il cielo e la terra! Non ci sarà gloria né grandezza nella nostra creazione finché ‚ non esisterà l'uomo!”.“ Terra!” Dissero gli dei e in un attimo la terra fu fatta. Solamente per un prodigio, per arte magica, si compi la formazione delle montagne e delle valli e in un attimo, dalla superficie della terra, scaturirono insieme boschi di cipressi e di pini. Quando apparvero le alte montagne, le acque si divisero e i ruscelli cominciarono a scorrere liberamente fra le colline. Fatto questo, gli dei crearono gli animali piccoli della foresta, i leoni, le tigri, i serpenti. Poi vennero creati i cervi e gli uccelli. “Voi cervi starete fra le erbe, camminerete su quattro piedi e dormirete nelle pianure lungo i fiumi”, ordinarono gli dei. Agli uccelli dissero: “Voi uccelli abiterete sugli alberi e sui cespugli, lì farete i vostri nidi e vi muoverete”.
Compiuta la creazione di tutti i quadrupedi e di tutti gli uccelli gli dei dissero loro: “Parlate, adesso, gridate, chiamate! Dite i nostri nomi, lodateci, invocateci!”. Ma gli dei non riuscirono a ottenere che gli animali parlassero come gli uomini: strillavano, invece, ruggivano, gracchiavano, fischiavano, muggivano, ciascuno con il loro linguaggio che era incomprensibile. Quando gli dei videro che non era possibile farli parlare tornarono dagli animali e dissero loro: “Visto che non siamo riusciti a farvi parlare, vi cambieremo il vostro cibo, il vostro pascolo, la vostra casa e i vostri nidi saranno i boschi e le montagne. Non ci avete adorati né ci avete invocati, perciò le vostre carni serviranno da cibo a altri animali. Creeremo altri esseri che ci ubbidiranno e ci adoreranno”.
Detto questo, però, gli dei vollero fare un ultimo tentativo e vedere se riuscivano a farsi adorare dagli animali. Ma ancora una volta non riuscirono a capire il loro linguaggio, non poterono far nulla per indurre gli animali a invocarli. Per questa ragione tutti gli animali che esistevano sulla faccia della terra vennero condannati a essere uccisi e mangiati. Così fu necessario un nuovo tentativo da parte del Creatore, del Formatore e dei Progenitori. Quel tentativo riuscì e fu creato l'uomo.