Ep.07 - L’equinozio autunnale e le porte tra i mondi
Antiche leggende, segreti rituali, miti che rimangono iscritti nelle nostre anime e che riecheggiano anche se ne ignoriamo i nomi: i grandi cambiamenti del corso delle stagioni hanno sempre avuto una importanza enorme e per questo, hanno sempre dato vita a tanti racconti quanti le stelle nel cielo!
Oggi è l’equinozio d’autunno. Luce e buio si equivalgono - prima che il buio ci porti verso l’inverno, - ed in questo giorno le porte tra i mondi si aprono!
Così accade che dei bambini divini - come il celtico Mabon o la greca Persefone - passino la soglia verso il mondo altro, o vengano rapiti, per rimanerne ostaggi.
Mabon aveva appena tre giorni, quando fu portato nell’Annwn, l’oltretomba gallese, mentre Persefone era una giovane ragazza quando Ade - il dio degli Inferi - si innamorò e ingannandola con un fiore, la portò nel suo regno.
Per fortuna in entrambe le storie le mamme - coraggiosissime e instancabili - si mettono alla ricerca dei propri figli, risolvendo la situazione, sfidando anche gli dei: in questo modo Demetra, mamma di Persefone, e Modron, mamma di Mabon, riescono a riportare i loro figli nel mondo dell’al di qua.
Persefone però - avendo mangiato dei chicchi di melograno ed essendo diventata moglie di Ade - da quel giorno si comporta come fanno le rondini, trascorrendo metà anno in un luogo per poi migrare. Così Persefone passa sei mesi sulla terra e sei mesi negli Inferi.
Mabon, invece, dal rapimento del regno incantato dell’al di là, ha acquisito il potere di non invecchiare mai, oltre ad essere diventato il dio della giovinezza, dei raccolti e della caccia.
Le mamme invece, con le loro ricerche accorate e con il loro vagare per i mondi alla ricerca dei propri figli, hanno dato vita alle stagioni che prima non c’erano.
Così da allora - da tempi così antichi che formano una memoria che dura per sempre e vale per tutti - ci sono giorni come questo in cui le porte si aprono, dei, mamme, bimbi divini, luci ed ombre scorrono tra le soglie e si scambiano al ritmo della danza che noi esseri umani chiamiamo vita.