Ep.06 - La Grande Musica
"Allora Ilùvatar disse: «Del tema che vi ho esposto, io voglio che voi adesso facciate, in congiunta armonia, una Grande Musica. E poiché vi ho accesi della Fiamma Imperitura, voi esibirete i vostri poteri nell’adornare il tema stesso, ciascuno con i propri pensieri e artifici, dove lo desideri. Io invece siederò in ascolto, contento del fatto che tramite vostro una grande bellezza sia ridesta in canto».”
C’era una volta un vecchio scrittore, che amava le storie più di ogni altra cosa.
Amava inventare nomi, immaginare terre, lingue, alberi genealogici e vicende che - per quanto sapevano raccontare l’anima di noi esseri umani - sembravano più vere del vero!
Dentro la sua fervida ed instancabile fantasia, aveva creato un universo intero: Eä. C’erano Dei e c’era la terra - che egli aveva chiamato Arda - con tutti i suoi esseri, visibili ed invisibili. C’erano le forze della natura e quelle divine, e c’erano uomini, elfi, nani, orchi, troll e Hobbit.
Questo incredibile signore, curioso ed appassionato, che era conosciuto come J.R.R. Tolkien, immaginò persino l’inizio del mondo. L’inizio di tutte le cose.
E lo volle narrare in un libro: il “Silmarillion”.
Ecco la sua genesi.
C’era una volta Eru Ilúvatar “Colui che sta Solo”: l’essere supremo da cui tutto venne. Era solo nel vuoto e grazie al suo pensiero creò altri esseri: gli Ainur.
Ciò non gli bastava però. Per questa ragione Eru inventò un tema che gli Ainur potessero cantare. Tutto l’universo sarebbe nato da una musica che esseri onnipotenti avrebbero intonato, grazie ad un pensiero magico della divinità primigenia. Una piccola melodia fu il seme dal quale si originò un’imponente onda di suono, una armonia celestiale con tanti movimenti che ad avvicendarsi al suo interno.
Dopo un momento iniziale di una grazia indicibile, Melkor - uno degli Ainur, il preferito da Eru - volle modificare l’esecuzione seguendo solo la propria logica ed il proprio gusto, senza ascoltare l’unità di voci di cui pure la sua era parte. Cominciò a stonare, a cantare più forte degli altri, portando scompiglio nell’insieme che diventava via via sempre più disordinato.
Il miracolo che si andava compiendo, in questo modo, fu sospinto verso un’oscurità prima sconosciuta.
Un attimo dopo la nascita del mondo - originato dalla bellezza e dalla concordia degli elementi - quindi, nacquero anche l’egoismo e la volontà di sopraffazione - dalla discordia e dalla brama.
Ed ancora oggi, nel nostro mondo reale di cui i racconti di Tolkien sono precisi specchi, questi due opposti decidono le sorti degli esseri, delle situazioni e dei mondi interi.
Ps: la radice del termine “diabolico” significa proprio “separare”!