Ep.05 - Il sole fermo e Azzurrina
Questo giorno è da sempre un solco fondamentale nello scorrere del tempo. Una porta, un valico, una soglia; generazioni dopo generazioni e per genti tra loro lontanissime.
La stessa parola “solstizio” racconta il fermarsi del sole nel cielo, perché in questo giorno l’astro sembra starsene in cielo così a lungo da sembrare fermo.
Leggende, rituali, luoghi magici in giro per il mondo raccontano in milioni di modi la danza del giorno e della notte, il loro abbraccio che crea le stagioni.
Il solstizio d’estate è così tanto atteso, poiché la luce brilla più forte sul buio e la natura apre le sue vesti lasciando uscire tutta l’abbondanza di cui è capace. Salutato da canti e fuochi, da mani che si stringono, da piedi che accarezzano ritmicamente la terra, questo è il
momento in cui si festeggia la vita intera!
Per i greci, oggi Demetra - dea della natura e dei raccolti - riabbraccia finalmente sua figlia Persefone che riemerge dagli inferi laddove Ade l’ha attirata. Così come la luce con le piante che hanno dormito come semi nella pancia della terra per tutto l’inverno.
Tra i vecchi massi di Stonehenge, ritti in cerchio da millenni, in questo giorno il primo raggio del sole tocca la pietra “Heelstone” che spicca sulle altre. Nei paesi dove le nevi coprono i campi per molti mesi l’anno e dove il sole dorme sulla linea dell’orizzonte per metà dell’anno, un palo viene eretto ed agghindato. Intorno ad esso si danza in attesa dell’alba dopo la notte più breve, mangiando, baciando, ridendo e cantando!
Molte magie vengono compiute in questo giorno, molti incontri e nuove promesse.
C’è un posto in particolare, dove tanto tempo fa avvenne qualcosa che ancora oggi sorprende e che ci racconta come in questo giorno le porte tra i mondi si aprano.
Era il 21 giugno 1375. Guendalina era una bambina particolare: albina e bellissima, sembrava fatta di luce, per quanto la sua pelle ed i suoi capelli erano chiari! La chiamavano Azzurrina perché sua madre usava tingerle i capelli perché sembrasse uguale a tutte le altre bimbe. Allora si credeva che gli albini fossero diversi e portassero con loro sventura e maligno.
Suo padre era un feudatario di Montebello di Torriana. A quel tempo Uguccione combatteva in guerra lontano da casa, ma aveva lasciato due tra le sue migliori guardie a custodire Azzurrina. Quel primo giorno d’estate fuori dal castello infuriava un grande temporale. Guendalina giocava con la sua palla fatta di stracci quando per sbaglio la palla cadde lungo la scala che conduceva all'interno della ghiacciaia sotterranea. Guendalina sfuggì alle sue guardie per andare a riprenderla quando ad un certo punto ne castello echeggiò un grido. Tutti accorsero immediatamente, stipandosi davanti all'unico ingresso.
Ma non c’era nessuna traccia della bambina. Azzurrina non venne ritrovata mai più.
Si dice che il fantasma di Azzurrina faccia sentire la propria voce ogni cinque anni, attraverso le stanze del castello, solo durante il solstizio d'estate.