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Ep.04 - L'uovo che danza nel vuoto

Nelle isole placide della Polinesia Francese, stese al sole su acqua cristallina, c’è un mito antico come la notte e il giorno.
Si racconta che all’inizio di tutto... Non vi era niente. O meglio, vi era il nulla.
In questo nulla però c’era qualcuno.

Un Dio schivo e solitario, un po’ timido che viveva dentro una conchiglia a forma di uovo.
E dentro questo riparo, il Dio timido girava nel vuoto un po’ a caso e senza mai mettere naso fuori dalla sua navicella!

Ad un certo punto però Ta’aroa si stufò e decise di voler dare un’occhiatina fuori dal suo nascondiglio: aprì la conchiglia ed uscì. Finalmente!
Si guardò intorno e vide niente altro che nulla. Si mise a volteggiare da una parte all’altra, ma non trovava altro che nulla. Le sue giornate - che poi il tempo non esisteva, quindi si trattava di un attimo presente eterno - erano vuote poiché nulla al di fuori di lui e la sua conchiglia, esisteva ancora.


Allora, stanco di annoiarsi infinitamente, prese la sua amata conchiglia tra le mani e - dopo averci pensato tanto tanto - la spezzò. Con i primi frammenti generò le rocce e la sabbia, con i pezzi più grandi fece le montagne ed i continenti. Entusiasta della sua opera, cominciò ad usare anche pezzi del suo stesso corpo! Le unghie per le squame dei pesci e i carapaci delle tartarughe, le lacrime per gli oceani, i laghi ed i fiumi, il sangue per la luce vivida degli arcobaleni, per il rossore dell’alba e del tramonto.

Ta’aora era molto molto stanco, ma felice! Guardava quello che era nulla diventare cosmo e si commuoveva.

Quanto stupore! Era stato proprio bravo!

Mentre riposava pensò che la creazione non poteva certo fermarsi, ma lui era tanto stanco! Allora creò degli artigiani abilissimi che lavorassero al posto suo. E così fu: gli artigiani poi a loro volta diedero vita agli dei. E furono proprio questi a dare al mondo un sole ed una luna, le stelle, il cielo e
la capacità di navigare senza mai perdere la rotta che è tipica dei popoli polinesiani.


Ecco: il mondo era fatto e si faceva ancora ogni giorno, come il primo giorno.