Liberamente in rassegna

Dopo 5 anni arriva a compimento il progetto di LiberaMente: il connubio Arte-Cultura per piacevoli momenti che le Arti sanno sempre regalare e, al contempo, riflettere su argomenti di stretta attualità sociale.

La promozione del Teatro partita nella stagione 2014/2015 con il corso di teatro civico (denominato "Teatro dell'Essenziale") tenuto da Lucilla Monaco ed integrata dal corso di teatro popolare (denominato "Teatro Popolare") tenuto da Claudio Tombini dal 2017/2018, quest'anno permette il completamento di LiberaMente in rassegna grazie a Ma.Gia. Danza per l'integrazione fondamentale della Danza e delle proiezioni video.

55' di conflitti

13 luglio - ore 21:30

Testo e sceneggiatura: Lucillla Monaco

Regia: Lucilla Monaco

Aiuto regia: Emanuele Falcioni

Interpreti:
Il Teatro dell ’Essenziale dell'associazione culturale LiberaMente: Aurora Alesi, Elisa Pavoni, Francesco Mirisola, Gina Magrini, Gloria Battistetti, Lucilla Monaco, Nadia Isabettini, Ramona Battistelli, Simonetta Di Paolo, Sondra Carbonari.

Presentazione:
Le principali situazioni conflittuali che caratterizzano l'Uomo nella sua intimità e di conseguenza la società nella sua complessità analizzate attraverso l'Arte del Teatro.
Una serie di conflitti interiori, di diversa natura e su diversi traumi personali, proposti in "episodi" diversi che arrivano poi a sommarsi in un momento finale collettivo: i conflitti personali interiori che si intersecano a quelli di altre persone. Come è tradizione della compagnia teatrale la scenografia seppur essenziale a descrivere simbolicamente gli ambienti interni ed esterni delle problematiche conflittuali. L’analisi è drammatica. Tende imponenti e abiti che diventano accessori scenografici se non addirittura oggetti scenici.

Conf(l)itti

15 luglio - ore 21:30

Testo e sceneggiatura: Claudio Tombini

Regia: Claudio Tombini

Interpreti:
Il Teatro Popolare dell'assodazone culturale LiberaMente: Alice Fraticelli, Giada Broccoletti, Gabriele Gambioli, Michela Tinti, Paola Biagiotti, Patrizia Russo, Simone Tombari.


Presentazione:
Le dinamiche dalle quali possono scaturire i conflitti tra due persone o un gruppo di persone sono generate sempre da una insoddisfazione interiore, da un conflitto "Amletico".
Queste dinamiche sono le più strane le più imprevedibili, inimmaginabili, inaspettate; a volte sono costanti, durevoli o accidentali poiché i conflitti sono insiti nella vita psichica e psicologica dell'Uomo.
Il conflitto è parte del nostro bagaglio culturale: senza conflitto è impossibile non solo la convivenza, il "vivere con", l'incontro con l'altro e l'inevitabile intersecarsi di due o più sfere di libertà, quella altrui e la propria; ma è impossibile soprattutto l'evoluzione della vita stessa: l'importante è imparare a conoscere se stessi, l'ascolto di sé e/o degli altri, imparare a gestire la conflittualità, a controllarla grazie al lavoro su se stessi o.. grazie alla presenza di una qualsiasi entità suprema che ci permea, creata o autoprodotta.
Una visione divertente delle relazioni tra persone.

InScontro

17 luglio - ore 21:30

Testo: Cristian Bellucci

Sceneggiatura: Cristian Bellucci, Giada Broccoletti, Ramona Battistelli

Regia: Giada Broccoletti, Ramona Battistelli

Interpreti: Giada Broccoletti. Ramona Battistelli e le ballerine di Ma. Già. Danza

Produzione video: Giada Broccoletti


Presentazione:
Teatro, Danza e proiezioni video per un'osservazione del conflitto dell'Uomo con l'Uomo e con la Natura.
Lo stile di vita occiddentale, opulento e consumistico, è la causa di un enorme produzione di rifiuti. Ma si scontra anche con culture diverse, meno aggressive per natura, quelle del cosiddetto Terzo Mondo: la vicina Africa è l’esempio lampante per noi occidentalissimi europei, dove l'azione congiunta delle multinazionali e dei governi ’esportatori di democrazia’ è causa principale di sacche diffusissime di povertà e 'incentivo' a guerre e primavere di liberazione. L’effetto più visto, la piccola punta dell'enorme iceberg, è la partenza dei barconi sulla quale le 2 parti dell'opinione pubblica che si stanno scontrando dorrebbero interrogarsi bene: farli stare a casa loro, aiutarli nella loro terra, significa prima di tutto cambiare noi tutti atteggiamento e stile di vita.
Nel frattempo l'interrogativo è: la cristiana Europa può lasciarli morire o deve aiutarli?